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lunedì 5 ottobre 2009 ore 09:02
Dopo lo scandalo delle prostitute e le leggi (non porche ma) canaglia, scritte per l'ennessima volta a tutela della persona e delle aziende, l'ultima quella chiamata scudo fiscale (perchè lui le leggi le battezza sempre con i nomi alla rovescia) il suo vero nome sarebbe stato il colabrodo fiscale, visto il quasi annullamento di pressione del fisco che attua sul recupero dei patrimoni esteri, questo prevalentemente per recuperare gli utili delle sue società off shore, Silvio Berlusconi tra mille sfaccettature, conserva sempre quella di bronzo e continua a fare l'offeso difronte ad una manifestazione sulla libertà di stampa tenutasi a Roma, sabato 3 ottobre 2009. Il minimo che poteva accadare in Italia, dopo le querele e le intimidazioni ai mezzi di stampa a lui avversi, e così, il re della presunzione, della permalosità e del millantaggio si accinge a giocare una buona carta, quella che dovrebbe fargli fare una scala reale e recuperare i pochi consensi persi per strada dal governo, visti i piccoli cali di percentuale paventati dai sondaggi: un po' la stampa, un po' gli scandali un po' le sentenze, considerando quella clamorosa del tribunale civile di Milano che ha condannato la vecchia fininvest ad un risarcimento cospicuo per condotta fraudolenta, nei confronti del gruppo di De Benedetti, a cui è stata sottratta inguistamente la Mondadori, 20 anni or sono, dietro pagamenti di giudici e avvocati,illustri personaggi Squillante, Previti che a differenza di un cane se provate a lanciargli l'osso...; dicevo, l'ultima carta (che funge da contromossa) è un Jolly con su disegnati 3 personaggi da circo equestre: Bondi, Cicchitto, la Russa di Salò, che mirano ad una manifestazione concordata con il capo, da far cadere i primi di novembre, probabilmente, ma le contromosse alla manifestazione, studiate sui tavoli di palazzo grazioli, passeranno poi sui tavoli di palazzo chigi con ritocchino finale del Signor Letta. Bisognerà recuperare dignità in futuro, e non sarà facile, nel primo governo Berlusconi eravamo un paese in caduta libera, oggi con i soliti pagliacci al governo (ma con nuovi numeri da circo) agli occhi del mondo, abbiam perso qualsiasi decoro, in compenso dalla stampa estera, dagli osservatori e dalle agenzie di ratings, solamente risate, delle più grasse. Oggi, nel bel mezzo della crisi, il partito democratico rimane sempre un tantinomenopeggio, ma in vetta ci sono sempre i personaggi di governo che aiutano a ridere senza mai far sorridere, è il peso leggero dell'Italia e anche del nostro popolo a memoria corta, che continua a farsi convincere dal demagoga e in larga maggioranza vota per poi ridere e senza mai vivere la politica.
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